Tribunale di Avellino, aste fallimentari: offerte migliorative? Non sempre si può. Un’importante decisione.

Il Tribunale di Avellino, con decreto del 19 marzo 2021, ha affrontato e deciso un’interessante questione in materia di aste fallimentari, a seguito di un reclamo promosso dall’Avv. Ferdinando G. Di Meo. Si trattava, nello specifico, di un reclamo ex art. 36 della Legge Fallimentare [R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive mod. ed int.ni]. Leggi di più “Tribunale di Avellino, aste fallimentari: offerte migliorative? Non sempre si può. Un’importante decisione.”

Trading on line: lo Studio Legale Di Meo arriva a Cipro

Uno degli effetti perversi del lockdown dovuto alla pandemia, è quello dell’aumento della criminalità, degli illeciti, o, nella migliore delle ipotesi, degli abusi commessi on line a danno di ignari frequentatori della rete, spesso inesperti o sprovveduti, ma, talvolta, vittime di “raffinati” raggiri. Recenti statistiche, infatti, testimoniano un aumento di almeno del 30 % delle truffe su internet, che sempre più spesso riguardano il trading on line, ormai pubblicizzato con tecniche di marketing spregiudicate, da organizzazioni ed enti spesso assolutamente “legali”, che tuttavia si mostrano del tutto incuranti degli interessi di coloro che vengono contattati. Leggi di più “Trading on line: lo Studio Legale Di Meo arriva a Cipro”

Assemblea di condominio: quali obblighi per l’amministratore?

Un recente caso di cui lo Studio Legale Di Meo è stato investito, ha ad oggetto l’impugnazione della delibera di approvazione del bilancio consuntivo da parte di un’assemblea condominiale. In particolare, alcuni condomini hanno proposto la suddetta impugnativa davanti al Tribunale di Avellino, lamentando, tra l’altro, la presunta “omissione della relazione al bilancio consuntivo”, tale essendo stato, sia pure in un quadro più articolato, uno dei supposti vizi inizialmente denunciati fini dalla mediazione obbligatoria. Leggi di più “Assemblea di condominio: quali obblighi per l’amministratore?”

Figli nati fuori dal matrimonio: sempre opportuno formalizzare diritti ed obblighi dei genitori

Accade frequentemente che durante una convivenza more uxorio, o, comunque, nel corso di una relazione affettiva più o meno stabile – ma in ogni caso in assenza di matrimonio – nascano dei figli. Ebbene, nel caso di fine della relazione, la posizione della prole, sia pure riconosciuta da entrambi i genitori, così come la gestione dell’ordinaria vita quotidiana, nel rapporto tra genitori e figli o tra genitori, può presentare qualche problematica, che non di rado può raggiungere livelli di conflittualità non trascurabili.

In effetti, l’esperienza comune insegna che non sempre i genitori sono in grado – al termine della relazione affettiva, o anche all’esito di un rapporto occasionale – di gestire con serenità ed adeguato senso di responsabilità la nuova situazione, che, stante la nascita del figlio, implica, necessariamente, una prosecuzione, sia pure in forma diversa, di più o meno ampi rapporti tra di loro, nell’interesse esclusivo dei figli, non essendo ovviamente consentito sottrarsi agli obblighi ed alle responsabilità genitoriali, indipendentemente dal fatto che non via stato un matrimonio. Leggi di più “Figli nati fuori dal matrimonio: sempre opportuno formalizzare diritti ed obblighi dei genitori”

Tribunale di Avellino. CTU, pubblico ufficiale “a tempo”

 

Quello del consulente tecnico è un ruolo delicato ed importantissimo, spesso determinante per l’esito del giudizio. Non di rado intricate vicende processuali possono essere chiarite solo grazie all’intervento di questo ausiliario del giudice, che se preparato e motivato, può talvolta svolgere, direttamente od indirettamente, anche una funzione conciliativa. Non sempre, tuttavia, i consulenti tecnici vengono scelti secondo criteri di capacità e competenza, e non sempre sono dotati di quel bagaglio di conoscenze tecniche indispensabile per affrontare ed illustrare al giudice che lo ha incaricato, problematiche spesso molto complesse. Leggi di più “Tribunale di Avellino. CTU, pubblico ufficiale “a tempo””

Rapporto tra gli artt. 497 ter e 498 c.p. Segni distintivi dei Corpi di Polizia usati illecitamente. Una vicenda processuale ed una proposta di interpretazione

È dato di comune esperienza che le divise, così come tutti gli altri oggetti o segni distintivi propri degli appartenenti ai Corpi di Polizia, sono riservati agli stessi. Non è lecito detenerli o usarli, neanche per gioco, se non se ne ha il titolo.

Eppure, in tempi più o meno lontani, molti hanno avuto un congiunto o un amico che si ritrovava in casa una divisa del padre o dello zio ex carabiniere. E non sono molti quelli che hanno resistito alla tentazione di indossarla, davanti ad una specchio, o, quelli più spericolati, magari “altrove”.

Classicamente, con ingenuità adolescenziale, si diceva che per non rischiare nulla bastasse togliere gradi e mostrine. Ma, a ben vedere, non è proprio cosi, almeno stando all’esperienza dei tribunali.

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Attenuanti generiche: vale lo stato di agitazione

Tribunale di Avellino, sent. n. 435 del 22 febbraio 2019 (dep. il 15 maggio 2019)
Lo stato di agitazione dell’imputato è irrilevante ai fini dell’imputabilità, trovando applicazione l’art. 90 c.p, in forza del quale gli atti emotivi e passionali non escludono né diminuiscono l’imputabilità.

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Appalto: se il committente non paga, l’appaltatore può rifiutare la consegna dell’immobile. (Tribunale di Avellino, Sez. I civile, 18 gennaio 2018)

Nel contratto di appalto, ove entrambe le parti assumano di aver compiutamente assolto alle rispettive obbligazioni, ma l’istruttoria consenta di accertare il completamento dei lavori – non essendo stato provato che le ulteriori opere richieste dal committente, la cui mancata esecuzione aveva determinato il rifiuto del pagamento del saldo, rientrassero nel contratto di appalto – il giudice deve compiere una valutazione dell’entità dell’inadempimento.

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Tribunale di Avellino: Il Giudice dimentica la sospensione della pena, ma … non è un suo problema

In un giudizio definito con un patteggiamento, i difensori dell’imputato avevano subordinato la richiesta ex art. 444 c.p.p. alla concessione della sospensione condizionale della pena. Il Magistrato del Pubblico Ministero aveva acconsentito, ed il Giudice aveva accolto la richiesta: pena patteggiata e sospesa ex art. 163 c.p.

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L’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione non è truffa. (G.U.P. Avellino, 5 aprile 2017)

Un lavoratore, a seguito di licenziamento, presentava istanza all’I.N.P.S. ai fini dell’erogazione dell’ASPI (indennità sociale per l’impiego, ex indennità di disoccupazione), che effettivamente veniva erogata. Tuttavia, in via successiva, allo stesso lavoratore veniva contestato, dalla Procura della Repubblica di Avellino, di aver instaurato un rapporto di lavoro dipendente con un’altra azienda, senza che di tanto fosse stata data comunicazione all’I.N.P.S., trattandosi di “lavoro nero”.

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